Aggiornamento normativo
Misura di Distillazione di crisi e Riduzione volontaria delle rese – Approfondimento
Misura di Distillazione di crisi e Riduzione volontaria delle rese ( vendemmia verde) APPROFONDIMENTO
Si trasmette un nuovo approfondimento riguardante il tema della Distillazione di crisi e Vendemmia verde, ricordando che al momento le misure non sono ancora state rese operative.
1) Venerdì 22 maggio si è tenuta una riunione convocata dal Ministero per illustrare alle Organizzazioni del settore vitivinicolo le modalità di implementazione delle misure di Distillazione e Riduzione volontaria delle rese.
Per quanto riguarda la misura della distillazione di vino, ci è stato presentato questo schema:
- Lo strumento è rivolto ai vini generici;
- È fissato un prezzo di ritiro pari a 2,50 euro per % vol./hl alcole corrisposto al produttore che consegna vino ad una distilleria;
- Sono stanziati 50 mln di € a copertura della misura. Le somme provengono dai fondi comunitari già in dotazione all’Italia per il finanziamento del Programma nazionale di sostegno del settore vitivinicolo (PNS). Il Ministero conta di recuperare tali somme dalle economie dei fondi non utilizzati a causa di ritardi e/o rinunce anche parziali nell’esecuzione di progetti già ammessi a contributo nel quadro delle operazioni di ristrutturazione e riconversioni vigneti, investimenti e promozione OCM vino in conseguenza della diffusione della pandemia da Covid-19. Qualora tali economie non dovessero realizzarsi, il Ministero intende procedere con un prelievo sui fondi 2021;
- L’alcool derivante dalla distillazione è utilizzato esclusivamente per uso industriale, compresi i fini farmaceutici e per la produzione di disinfettanti, o energetici: è escluso quindi il cosiddetto “uso da bocca”.
Al termine dell’illustrazione, il Ministero ha informato di una richiesta da parte di alcune Regioni di aprire la misura della distillazione anche a vini DOP e IGP prevedendo importi differenziali a seconda della tipologia di prodotto.
La posizione espressa dalla Federazione è stata:
- La proposta illustrata dal Ministero appare coerente con l’obiettivo di introdurre una misura per gestire i volumi in giacenza;
- Aprire la misura anche ai vini DOP e IGP esporrebbe al rischio di perturbare i mercati di riferimento dei vini di maggior pregio qualitativo: il prezzo fissato per la distillazione potrebbe presto diventare il prezzo di riferimento per l’intera categoria. Inoltre, si potrebbe compromettere lo strumento del pegno rotativo introdotto dall’articolo 78, comma 2 – duodecies del c.d. DL Cura Italia già convertito in legge: una riduzione dei valori di mercato potrebbe impattare sugli accordi tra istituti di credito e produttori di vino con ricadute sull’ammontare di liquidità concessa a fronte di un pegno sul vino detenuto in cantina. Diverso, sarebbe dare la possibilità ai produttori di scegliere la tipologia di prodotto da consegnare in distilleria, previo declassamento a vino generico. Infine l’ipotesi di prevedere valori di ritiro differenziati, seppur lodevole nella teoria, troverebbe complicazioni sul lato pratico: difficilmente i prezzi individuati sarebbero in grado di cogliere la grande varietà di prezzo riconosciute dal mercato alle diverse produzioni a IGT, DOC e DOCG italiane;
- La misura andrebbe accompagnata da provvedimenti di contenimento della produzione quali la riduzione delle rese per i vini generici attualmente in discussione in Parlamento e prevista nel c.d. DL Rilancio, per evitare di vedere velocemente riempiti quegli spazi di cantina che sono stati svuotati facendo ricorso alle risorse PNS.
In generale, pur cogliendo gli aspetti positivi della proposta, nei vari interventi sono emersi a più riprese gli elementi problematici, anche solo per l’importo delle risorse disponibili: i 50 milioni sarebbero proprio insufficienti e dovrebbero essere collocate maggiori risorse.
Per quanto riguarda la misura della Riduzione volontaria delle rese (vendemmia verde) introdotta con l’articolo 223 del DL Rilancio, il Ministero ha proposto quanto segue:
- La misura riguarderebbe le sole uve destinate alla produzione di vini DOP e IGP;
- La misura si attiverebbe a fronte di una riduzione volontaria di almeno il 15% della produzione di uva calcolata sulla base della media delle ultime cinque campagne come risultanti dalle dichiarazioni di raccolta e di produzione;
- Sono stanziati per la misura 100 mln di € di fondi nazionali;
- Sono fissate fasce di prezzo di ritiro delle uve differenziate per tipologia: IGT, DOC e DOCG. Il Ministero sta esplorando anche la fattibilità di un’ulteriore differenziazione per tenere conto dei valori delle diverse aree viticole del Paese.
- Al momento non sono stati dati dei parametri maggiori, se non di commentare come molto lontana dalla realtà la richiesta di alcune Associazioni di fissare una forchetta fra 500 euro/Ha per le IGT e 1300 euro/ha per le DOCG.
- Le modalità con cui ottemperare alla riduzione sarebbero lasciate al produttore. Durante la riunione, il Ministero ha citato - esclusivamente a titolo di esempio - il diradamento, la cernita, la mancata raccolta, la vendemmia verde parziale o, ancora, eventi atmosferici;
- I controlli sarebbero effettuati sulle dichiarazioni di raccolta e di produzione, con riferimento anche ai registri di cantina. Il Ministero ha precisato che è allo studio un meccanismo di controllo automatico per evitare che, a fronte di riduzioni di produzione di uve DOP e IGP in seguito all’adesione del produttore alla misura, vi siano per la medesima azienda aumenti sul lato delle uve destinate alla produzione di altre tipologie di vini, inclusi i generici.
La Federazione non ha sollevato obiezioni di fondo all’impostazione presentata dal Ministero. Segnaliamo che, nel corso della discussione, il Ministero, rispondendo ad una domanda posta dalla Federazione, ha chiarito che non vi sono interferenze tra la misura di riduzione volontaria delle rese e le decisioni che possono essere assunte dai Consorzi di tutela nel quadro degli strumenti di gestione delle produzioni ai sensi dell’articolo 39 della Legge n. 238/2016 con particolare riguardo alla riduzione delle resa di uva ad ettaro.
È intenzione del Ministero convocare una nuova riunione con le Organizzazioni del settore vitivinicolo una volta che saranno definiti i testi di attuazione delle misure a seguito del confronto con le Regioni.
L’obiettivo degli uffici ministeriali è di adottare entrambi i decreti (decreto sulla distillazione e decreto sulla riduzione volontaria delle rese) entro la prima metà del mese di giugno.
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